Conservazione della principale popolazione europea di Berta maggiore mediterranea Calonectris diomedea e altri uccelli pelagici nelle Isole Pelagie

Specie

Berta maggiore mediterranea (Calonectris diomedea) – Specie elencata nell’All. I della Direttiva Uccelli: vive esclusivamente nel Mediterraneo, nidifica nell’isola di Linosa con una colonia stimata in circa 10.000 coppie, pari a oltre il 60% della popolazione italiana, a oltre il 20% della popolazione europea e a circa il 15% dell’intera popolazione. La Berta maggiore è inoltre nidificante con una piccola popolazione a Lampedusa e con circa 200 coppie a Lampione (Baccetti N., Capizzi D., Corbi F., Massa B., Nissardi S., Spano G., Sposimo P., 2009. Breeding shearwaters on Italian islands: population size, island selection and co-existence with their main alien predator, the Black rat. Riv. ital. Orn., Milano, 78 (2): 83-100).

Berta minore mediterranea (Puffinus yelkouan) - Specie elencata nell’All. I della Direttiva Uccelli, endemica del Mediterraneo centrale e orientale, nidificante con una piccola popolazione a Linosa e con una più numerosa a Lampedusa. La consistenza numerica della popolazione globale mediterranea è attualmente assai incerta ma potrebbe essere anche molto inferiore alle 20.000 coppie e il suo status, in precedenza considerato sicuro, potrebbe essere in realtà molto critico (Bourgeois e Vidal 2008. The endemic Mediterranean yelkouan shearwater Puffinus yelkouan: distribution, threats and a plea for more data. Oryx, 42: 187-194). Puffinus yelkouan non è indicata nelle Schede Natura 2000 dei SIC ITA040001 e ITA040002, che sono però una redazione più antica (data di compilazione 06/1998 – data di aggiornamento 12/2005). Al contrario, nella più recente Scheda Natura 2000 della ZPS ITA040013 (data di compilazione 04/2005 – data di aggiornamento 01/2007) Puffinus yelkouan è indicata tra le “altre specie importanti di fauna” al paragrafo 3.3 della scheda. La Scheda ZPS ITA 040013 inequivocabilmente integra ed in parte supera quelle dei SIC.

Uccello delle tempeste mediterraneo (Hydrobates pelagicus melitensis) – Elencato nell’All. I della Direttiva Uccelli, endemico del Mediterraneo; a Lampedusa è stata recentemente accertata la presenza di una numerosa colonia (a oggi non quantificata), in una grotta inaccessibile ai ratti; assente a Linosa in quanto non vi sono siti idonei non raggiungibili dai ratti.

I Siti Natura 2000 delle Isole Pelagie (Lampedusa e Linosa – ITA040001, ITA040002, ITA040013) sono ormai dotati di Piano di Gestione, approvato dalla Regione Siciliana con D.D.G. 590 del 25.06.2009 e D.D.G. n. 861 del 15.11.2010. Il piano d’Azione dei SIC/ZPS delle Isole Pelagie (ITA040013, ITA040001, ITA040002) contiene la indicazione di azioni gestionali finalizzate alla salvaguardia degli uccelli marini ed anche di questa specie.
Recentemente sono state effettuate ulteriori esplorazioni nelle isole di Linosa e Lampedusa ed è stata accertata la riproduzione a Linosa e stimata in circa 500 coppie la popolazione di Lampedusa (Ientile R. & Massa B., 2008. Uccelli (Aves). In: AA. VV., Atlante della Biodiversità della Sicilia: Vertebrati terrestri. Studi & Ricerche Arpa Sicilia, Palermo 6, 115-211).

Di seguito vengono descritti gli habitat che hanno già subito impatti significativi dall’invasione di specie aliene. L’intera superficie di questi habitat riceverà benefici dall’eradicazione delle specie vegetali aliene invasive, in rapida diffusione in tutti gli ambienti dove esse vegetano.

Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium spp. endemici

Cod. Natura 2000: 1240. Ha nel SIC = 11,4
Habitat di elevato interesse conservazionistico, caratterizzato da specie endemiche del genere Limonium, si localizza in maniera pressoché continua lungo le coste rocciose del SIC, ponendosi in una posizione intermedia tra gli habitat 1170 e 5320. Localmente mostra una qualità ed integrità medio-alta, risultando minacciato soprattutto dal carico turistico e dalla diffusione di cenosi aliene a dominanza di Carpobrotus edulis.
Tra le diverse specie di Limonium che caratterizzano l’habitat sono presenti Limonium algusae e Limonium lopadusanum; quest’ultima è specie endemica delle due maggiori isole Pelagie. Specie con status “LR”; le poche decine di individui e risultano fortemente minacciate da diverse forme di disturbo antropico (a minor rischio di conservazione) e dalla presenza di cenosi vegetali aliene (inquinamento, espansione di specie invasive quali Carpobrotus edulis, rischio di incendi, ecc.).

Formazioni basse di euforbie vicino alle scogliere
Cod. Natura 2000: 5320. Ha nel SIC = 16,3
Habitat situato a ridosso delle scogliere afitoiche, soprattutto lungo il tratto costiero settentrionale e nord-occidentale dell’isola, alle spalle delle formazioni a Limonium algusae. Si tratta di aspetti di gariga subnitrofila, litofila ed aeroalina riferibili all’alleanza Plantagini-Thymelaeion hirsutae.
L’habitat è minacciato dalla presenza di specie aliene di flora quali Tamarix canariensis, Carpobrotus edulis e Acacia sp.pl.

Campi di lava e cavità naturali
Cod. Natura 2000: 8320. Ha nel SIC = 25,9
Habitat originato da attività vulcaniche con formazioni vegetali pioniere, paucispecifiche e caratterizzate spesso da specie endemiche o di elevato interesse conservazionistico.
L’habitat è minacciato dalla presenza di specie aliene di flora quali Tamarix canariensis, Carpobrotus edulis e Acacia sp.pl.

Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero – Brachypodietea*
Cod. Natura 2000: 6220. Ha nel SIC = 22,1
Praterie steppiche mediterranee ampiamente presenti nelle isole di Linosa e Lampedusa (habitat di maggiore estensione) a costituire un habitat prioritario con elevata presenza di specie di flora di interesse conservazionistico. Tra queste Pancratium angustifolium Lojac., specie endemica delle isole Pelagie (Linosa, Lampedusa). Nel SIC è presente su sabbie e scorie vulcaniche di Cala Pozzolana di Ponente, di Levante e sui costoni sud-orientali di M. Calcarella. Specie con Status “EN” minacciata, la protezione dei popolamenti ricadenti nel SIC appare importante anche in considerazione del fatto che l’isola ne costituisce il locus classicus. La specie risulta minacciata dalle attività di raccolta dei bulbi e dei fiori, erosione o arretramento della spiaggia e dalla introduzione e diffusione di specie esotiche invasive come Carpobrotus edulis.

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